Pene e contrappasso nell’Inferno dantesco

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La straordinaria capacità creativa di Dante trova la sua espressione forse più nota nella rappresentazione del mondo d’orrore dell’Inferno: innumerevoli pene che sembrano attingere alle peggiori fantasie di punizioni e di violenze si aggiungono alla figurazione dello strazio che producono sui corpi e sugli spiriti; a questi si somma la straordinaria invenzione del contrappasso, uno strumento di giustizia che nasce dalla logica e non lascia scampo. Il viaggio di Dante nell’Inferno è un percorso horror che procede fino al limite estremo delle sue potenzialità; è un itinerario di sublime fattura che in questa pagina viene trascritto nell’essenziale successione di vittima, pena, sofferenza eterna e ragione della punizione. 

Buona consultazione!

Antinferno VI cerchio 

Peccati di incontinenza

Ignavi Antinferno, canto III

Le anime sono costrette a correre dietro un’insegna che non rappresenta niente e che gira vorticosamente su se stessa, mentre sono morsi da vespe e mosconi: il sangue che esce dalle loro ferite cade a terra, si mescola alle loro lacrime e viene raccolto da vermi schifosi.

Contrappasso 

Per analogia, come in vita scansarono ogni impegno e non seguirono alcun ideale adesso sono costretti a correre dietro una bandiera che non rappresenta niente.

Luca Signorelli, Caronte

Lussuriosi II cerchio, canto V Paolo e Francesca

Le anime si trovano in un luogo oscuro sconvolto da una eterna e violentissima bufera che le fa volare nell’aria nera e sbattere da un punto all’altro del cerchio. 

Contrappasso 

Come in vita furono trascinati dalle passioni adesso sono trascinati da una eterna tempesta.

Gustave Doré, Paolo e Francesca

Golosi III cerchio, canto VI Ciacco

Le anime sono distese nel fango maleodorante prodotto da una interminabile e pesante pioggia che mescola acqua, terra e neve, mentre il mostro Cerbero spalanca le sue terribili bocche su di loro e le artiglia con le sue zanne.

Contrappasso 

Come in vita furono attratti dalle gioie dei sensi quali il gusto, la vista e l’olfatto, adesso sono costretti a giacere nell’orrore di un luogo maleodorante e ripugnante; e come in vita furono disposti a consumare cibi in quantità, adesso le loro membra sono consumate e dilaniate dal mostro Cerbero.

Gustave Doré, Ciacco

Avari e prodighi IV cerchio, canto VII

Le anime sono strette le une alle altre e spingono con immensa fatica grandi massi, procedendo in due schiere e in due direzioni contrarie; quando si incontrano si insultano e poi riprendono il loro eterno movimento.

Contrappasso 

Come in vita trascorsero il loro tempo ad accumulare beni o a dilapidare ricchezze, adesso sono costretti a spingere eternamente enormi massi di nessun valore.

Gustave Doré, Avari e prodighi

Iracondi e accidiosi V cerchio, canti VII-VIII Filippo Argenti

Le anime degli iracondi sono immerse nelle acque fangose del fiume Stige, mordendosi tra loro, picchiandosi con schiaffi e pugni, sbranandosi a vicenda e insultandosi. Le anime degli accidiosi sono anch’esse immerse nello Stige ed emettono grandi sospiri che fanno ribollire l’acqua in superficie.

Contrappasso 

Come in vita gli iracondi aggredirono gli altri con le loro parole e i loro colpi, adesso sono costretti a colpirsi e a mordersi per l’eternità in una schifosa fanghiglia; come in vita gli accidiosi non parteciparono per pigrizia e negligenza della bellezza delle cose, adesso sono eternamente immersi in un orribile fango senza più vedere il mondo.

Gustave Doré, Iracondi e Accidiosi

Eretici VI cerchio, canti IX-X-XI Farinata degli Uberti, Cavalcante de’ Cavalcanti

Le anime degli eretici, che emettono terribili lamenti, sono condannate a bruciare dentro tombe scoperte e infuocate.

Contrappasso 

Come in vita vissero sepolti nell’errore di credere a false ideologie o fedi, adesso giacciono sepolte in tombe infuocate.

Gustave Doré, Farinata degli Uberti

VI-VII cerchio 

Peccati di violenza

Violenti contro il prossimo VII cerchio – I girone, canto XII

Le anime sono immerse fino alle ciglia nel Flegetonte, fiume di sangue bollente, mentre i Centauri sulle sue sponde corrono eternamente, armati di archi e frecce, colpendo con i loro dardi chi si azzarda a fuoriuscire dall’acqua.

Contrappasso 

Come in vita attaccarono e uccisero gli altri facendo sgorgare sangue dai loro corpi, adesso sono immersi in un fiume di sangue, subendo gli attacchi bestiali dei Centauri.

Gustave Doré, Violenti contro il prossimo

Suicidi VII cerchio – II girone, canto XIII Pier delle Vigne

Le anime dei suicidi sono imprigionate nei rami contorti e spinosi di una selva orribile, la selva dei suicidi, le cui foglie sono scure come la notte; le arpie, terribili mostri alati, creano i nidi su quei rami nutrendosi di quelle foglie e provocano infinito dolore ai dannati. Le anime degli scialacquatori invece sono costrette a correre nude in quella selva, rompendo rami e procurando ulteriori dolori ai suicidi, inseguite eternamente da cagne affamate che sbranano orrendamente chi riescono a catturare.

Contrappasso 

Come in vita i suicidi ebbero disprezzo del loro corpo procurandone la morte, adesso sono trasformate in materia di nessun valore e come non esitarono a straziare se stessi adesso sono straziati dalle arpie; come in vita gli scialacquatori dilaniarono le loro ricchezze e i loro beni adesso sono dilaniati da cagne fameliche.

Gustave Doré, La selva dei suicidi

Violenti contro Dio VII cerchio – III girone, canto XIV Capaneo

Le anime giacciono immobili e a faccia in giù in un sabbione infuocato mentre dall’alto cade una eterna pioggia di fiamme.

Contrappasso 

Come in vita lanciarono bestemmie contro il cielo e contro Dio, adesso dall’alto sono colpite da una pioggia di fiamme.

Gustave Doré, Violenti contro Dio

Violenti contro Dio, sodomiti VII cerchio – III girone, canti XV-XVI-XVII Brunetto Latini

Le anime dei sodomiti sono costrette a camminare senza posa lungo il sabbione infuocato, colpite dalla pioggia di fuoco; le anime degli usurai sono obbligate a stare sedute sul sabbione infuocato sotto la pioggia di fuoco.

Contrappasso 

Come in vita i sodomiti furono agitati da passioni che recarono offesa a Dio, adesso si muovono agitate nel sabbione infuocato; come in vita gli usurai compirono le loro sordide azioni stando seduti ai banchi dove derubavano i denari altrui, adesso stanno eternamente sedute sul sabbione ardente sotto la pioggia di fuoco.

Gustave Doré, Brunetto Latini

VIII-IX cerchio 

Peccati di malizia o frode

Malebolge – VIII cerchio

Ruffiani e seduttori VIII cerchio – I bolgia, canto XVIII

Le anime dei ruffiani procedono nude lungo il margine esterno della bolgia, mentre quelle dei seduttori lungo quello interno in direzione opposta alle prime e parallele ad esse; alle spalle di tutte ci sono diavoli che li colpiscono con le fruste e ne dilaniano i corpi. 

Contrappasso 

Come in vita agirono scandalosamente prostituendo se stessi e i loro corpi, adesso sono nudi, puniti dalle frustate dei diavoli che ne piagano le loro carni.

Gustave Doré, Ruffiani e seduttori

Adulatori VIII cerchio – II bolgia, canto XVIII

Le anime stanno immerse nello sterco ed emettono terribili lamenti, soffiando dalle narici e colpendosi con le proprie mani.

Contrappasso 

Come in vita si sporcarono moralmente con i loro falsi comportamenti e le loro lodi oltre misura, adesso stanno eternamente immersi nella più vile e umiliante materia, lo sterco.

Gustave Doré, Adulatori

Simoniaci VIII cerchio–III bolgia, canto XIX Papa Niccolò III

Le anime sono confitte a testa in giù nelle buche circolari scavate sul fondo e sulla parete rocciosa della bolgia; di loro emergono solo le gambe e i piedi, sulle cui piante sono accese fiammelle che ardono eternamente.

Contrappasso 

Come in vita capovolsero le leggi di Dio, ora sono costrette a stare eternamente capovolte e a non vedere la luce; come riempirono le loro borse di ricchezze adesso riempiono le orride buche col loro corpo; un’orrida fiamma brucia i loro piedi, mentre al contrario la fiamma dello Spirito Santo cinge la testa dei veri seguaci di Dio. 

Gustave Doré, Papa Niccolò III

Indovini VIII cerchio – IV bolgia, canto XX

Le anime si muovono come in processione piangendo, lamentandosi e bagnando di lacrime la schiena e le natiche e poi il suolo. Il loro corpo è deturpato, il collo è torto, il viso è rivolto all’indietro e camminano a ritroso.

Contrappasso 

Come in vita vollero guardare troppo avanti nel tempo, pretendendo di predire il futuro, adesso sono costretti a guardare perennemente indietro, con il collo torto e il corpo deturpato.

Giovanni Stradano, Indovini

Barattieri VIII cerchio – V bolgia, canti XXI-XXII

Le anime sono immerse nella pece bollente, mentre diavoli guardiani con ali di pipistrello li colpiscono e li graffiano coi loro uncini se osano emergere dal nero liquido schifoso.

Contrappasso 

Come in vita furono invischiati in traffici e comportamenti illeciti, adesso sono costretti a stare in eterno immersi nella vischiosa pece bollente dalla quale non possono più riemergere.

Gustave Doré, Barattieri

Ipocriti VIII cerchio – VI bolgia, canto XXIII

Le anime si muovono eternamente sul fondo della bolgia con esasperata lentezza, indossando pesanti cappe scure, con grandi cappucci, fatte internamente di piombo e dorate all’esterno, così pesanti da ostacolarne il cammino.

Contrappasso 

Come in vita nascosero la verità dei loro pensieri e delle loro azioni mascherandoli sotto false apparenze, adesso sono costretti a muoversi mascherati nei loro cupi e pesanti mantelli, falsamente gradevoli all’esterno.

Gustave Doré, Ipocriti

Ladri VIII cerchio – VII bolgia, canti XXIV-XXV Vanni Fucci

Le anime sono nude e terrorizzate sul fondo della bolgia, con le braccia legate dietro la schiena da serpenti e con ulteriori serpenti che cingono i loro fianchi, mentre un ammasso di altri serpenti si muove orribilmente al suolo. Le anime subiscono orrende metamorfosi: possono finire incenerite per poi riacquisire il loro aspetto umano; possono fondersi con i serpenti trasformandosi in esseri mostruosi; possono trasformarsi in serpenti, mentre i serpenti possono acquisire nuovamente aspetti umani.

Contrappasso 

Come in vita si servirono delle mani per rubare, i dannati ora si muovono con le braccia eternamente legate dietro la schiena. E come usarono l’astuzia per compiere le loro nefande e illecite azioni, adesso devono convivere con schifosi serpenti, simboli di astuzia. 

Gustave Doré, Ladri

Consiglieri fraudolenti VIII cerchio – VIII bolgia, canti XXVI-XXVII Ulisse, Guido da Montefeltro

Ogni anima è nascosta dentro una fiamma che brucia eternamente e che provoca dolori continui; con estrema fatica e difficoltà riescono a parlare (Ulisse e Diomede convivono nello stesso fuoco).

Contrappasso 

Come in vita procurarono agli altri tormenti infiniti a causa delle loro frodi, adesso sono bruciati nel dolore eterno delle fiamme; e come usarono abilmente la parola per tessere i loro inganni adesso le fiamme che le avvolgono hanno forma di lingua ma non permettono loro più di parlare.

Gustave Doré, Consiglieri fraudolenti

Seminatori di discordie VIII cerchio – IX bolgia, canto XXVIII Maometto, Mosca dei Lamberti

Le anime presentano orribili mutilazioni e tagli che mostrano interiora e organi interni. I diavoli armati continuano eternamente a tagliare parti del loro corpo che poi si ricompongono e si riformano per essere mutilate di nuovo.

Contrappasso 

Come in vita operarono per creare discordie e divisioni fra gli uomini, adesso sono condannate a subire analoghe divisioni e mutilazioni sul proprio corpo.

Gustave Doré, Seminatori di discordie

Falsari VIII cerchio – X bolgia, canto XXX

Le anime dei falsari sono colpite da terribili malattie che ne deturpano l’aspetto. I falsari di persona sono travolti dalla rabbia che li porta ad azzannarsi gli uni contro gli altri; i falsari di metalli sono orribilmente trasformati dalla scabbia e dalla lebbra e costretti a grattarsi continuamente; i falsari di monete hanno le pance rese gigantesche dall’idropisia; i falsari di parole sono tormentati da febbri altissime.

Contrappasso 

Come in vita operarono per offrire della cose e delle persone una immagine diversa dalla realtà, così adesso i loro corpi si presentano sfigurati terribilmente nell’aspetto esteriore.

Gustave Doré, Falsari

Lago ghiacciato di Cocito

Traditori dei parenti IX cerchio – Caina, canto XXXII

Le anime sono imprigionate fino al volto nel ghiaccio del lago di Cocito, con gli occhi rivolti verso il basso.

Contrappasso 

Come in vita dimostrarono di possedere un cuore e un animo così freddi e duri da portarli a tradire le persone più care, adesso sono costrette all’immobilità del ghiaccio eterno.

Gustave Doré, Traditori dei parenti

Traditori della patria IX cerchio – Antenora, canti XXXII-XXXIII Conte Ugolino

Le anime sono imprigionate in posizione eretta nel ghiaccio del lago di Cocito, da cui emerge solo la testa.

Contrappasso 

Come in vita dimostrarono di possedere un cuore e un animo così freddi e duri da portarli a tradire le persone più care, adesso sono costrette all’immobilità del ghiaccio eterno.

Gustave Doré, Traditori della patria

Traditori degli ospiti IX cerchio – Tolomea, canto XXXIII Frate Alberigo

Le anime sono imprigionate fino al volto nel ghiaccio del lago di Cocito, con la testa rivolta verso il basso e le lacrime che si gelano sugli occhi impedendo di vedere e sfogare il dolore.

Contrappasso 

Come in vita dimostrarono di possedere un cuore e un animo così freddi e duri da portarli a tradire le persone più care, adesso sono costrette all’immobilità del ghiaccio eterno.

Gustave Doré, Frate Alberigo

Traditori dei benefattori IX cerchio – Giudecca, canto XXXIV Lucifero

Le anime sono sepolte nel ghiaccio del lago di Cocito, chi in posizione distesa a significare il tradimento verso i propri pari, chi con la testa verso l’alto a significare il tradimento verso i superiori, chi con i piedi verso l’alto e la testa in basso a significare il tradimento dei propri inferiori, chi raggomitolate su se stesse per aver tradito ambedue. 

Contrappasso 

Come in vita dimostrarono di possedere un cuore e un animo così freddi e duri da portarli a tradire le persone più care, adesso sono costrette all’immobilità del ghiaccio eterno.

Gustave Doré, Lucifero
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