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Quattordici immagini sonore

Paradiso – Canto XXX

Visus

Brano n.34 (02:59)
00:00 –:–
Strumenti utilizzati

Crotali (suonati con l’arco) – Celesta – Glokenspiel – Arpa – Campane orchestrali – Vibrafono – Flauti – Trombe – Tromboni – Violoncelli – Contrabbassi.

Il brano in dettaglio

La forma musicale è strutturata in tre parti che racchiudono, in una sintesi estrema e del tutto arbitraria, la scansione della poesia di questo canto. La visione dei cori angelici, circonfusi da luce che evoca una vastità inesauribile e pervasiva e insieme un sentimento di ineffabile eternità, che conduce fino alla visione del fiume luminoso.

1 – Visione dei cori angelici

2 – Tema dell’ineffabile/inebriante dilagare di luce

3 – Visione del fiume luminoso

Mentre ascolti il brano musicale puoi leggere i versi del Canto e se lo desideri puoi anche consultare la parafrasi.

Canto XXX

Dal primo giorno ch’i’ vidi il suo viso
in questa vita, infino a questa vista,
non m’è il seguire al mio cantar preciso;

ma or convien che mio seguir desista
più dietro a sua bellezza, poetando,
come a l’ultimo suo ciascuno artista.

[ … ]

e vidi lume in forma di rivera
fulvido di fulgore, intra due rive
dipinte di mirabil primavera.

Di tal fiumana uscian faville vive,
e d’ogne parte si mettien ne’ fiori,
quasi rubin che oro circunscrive;

poi, come inebriate da li odori,
riprofondavan sé nel miro gurge,
e s’una intrava, un’altra n’uscia fori.

Dal primo giorno in cui io vidi i suoi occhi nella mia vita terrena, fino a questa visione di lei, non mi è mai stato impedito [preciso] di dare seguito alla sua lode poetica [al mio cantar]; 

ma adesso è necessario che io cessi di tentare di descrivere la sua bellezza, con la mia poesia, come deve fare ciascun artista giunto davanti al limite ultimo delle sue capacità [all’ultimo suo].

[ … ]

e vidi una luce in forma di fiume [riviera] rifulgente [fulvido] di color oro, tra due rive punteggiate [dipinte] di meravigliosi fiori primaverili [primavera] (i beati).

Da un cosiffatto fiume uscivano vivide fiammelle [faville] (gli angeli) e da ogni parte entravano dentro i fiori, come un rubino incastona nell’oro; 

poi (le fiammelle), come inebriate dal profumo dei fiori, si immergevano [riprofondavan sé] di nuovo dentro le onde [gurge] miracolose, e appena ne entrava una, un’altra ne emergeva.

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